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di Mark Twain
EUR 8,00
EAN: 9788862940276
Pagine: 450
Formato: 12x18
Traduzione di Sara Donegà
Nel 1872 Mark Twain pubblica “Vita dura”, il resoconto ironico del lungo viaggio, durato dal 1861 al 1867, al seguito di suo fratello, nominato “Segretario del Territorio del Nevada”. Il titolo inglese del libro, “Roughing it”, ritenuto solitamente l’antecedente della prima opera con cui Twain si fa conoscere al pubblico, “Innocents Abroad”, è un modo un po’ particolare per indicare una vita complicata, difficile: infatti, l’autore vi narra molteplici avventure ambientate in luoghi diversissimi tra loro; talmente numerose che nella prefazione si scusa con i lettori per l’enorme “quantità di informazioni” contenute nell’opera. Dichiara inoltre, sempre con garbata ironia, che “le notizie sembrano uscire da me per natura, come vino dalla botte. Spesso mi è sembrato che avrei dato la mano destra, se avessi potuto trattenere i miei ricordi; ma non è stato possibile”. Così nel libro si spazia dalla conoscenza con i mormoni e il loro capo Brigham Young nello Utah, all’esordio come giornalista per il “Daily Territorial Enterprise” a Virginia City; dall’esperienza come minatore in Nevada, nelle miniere d’argento di Comstock Lode, alla descrizione di panorami meravigliosi come le sponde del lago Tahoe, incastonato tra i monti della Sierra Nevada; dall’analisi del fenomeno della speculazione mineraria, alla descrizione del vulcano di Kilauea, nelle Hawaii, da lui chiamate Isole Sandwich. Ognuno di questi episodi è trattato con dovizia di particolari, spiegazioni esaustive e indagini approfondite, caratterizzate da un grande senso dell’umorismo, come si può notare ad esempio nelle digressioni riguardo agli usi e costumi dei mormoni - di cui si analizza l’abitudine alla poligamia e la Bibbia particolare, di cui si offre un breve sunto - o dei nativi delle Hawaii, dei quali si raccontano le tradizioni religiose e politiche, prima della conversione al cristianesimo. Spesso Twain si serve di articoli di giornali o brani del suo diario personale e riutilizza materiale che aveva già pubblicato su alcune riviste, come “Union” e “Express”, ma sfrutta sicuramente la sua fervida fantasia per alcuni degli episodi più esilaranti, spassosi e assurdi che sembrano non avere nessun collegamento con quanto viene raccontato (ad esempio il mistero della corrispondenza di Mr Greeley sulle rape o la “Storia del vecchio montone” raccontata da Jim Blaine ubriaco). Quando fu pubblicato nel febbraio del 1872 il libro era impreziosito da 304 illustrazioni, realizzate da una dozzina di artisti diversi.
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